Eredità – Tutto quello che ci è stato lasciato secondo Corrado Stajano

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Il Saggiatore prosegue la pubblicazione delle opere di Corrado Stajano con un inedito assoluto: un racconto autobiografico che è anche un’emozionante riflessione sul senso della guerra e sul lascito che le tragedie degli anni ’30 e ’40 hanno lasciato a noi, inconsapevoli eredi di quell’epoca tormentosa, il nuovo libro di un autore che ha scelto di misurarsi con la realtà e con la Storia, non per descriverla, ma per narrarla nella sua contemporaneità.

È il 1939: tra due ali di folla gioiosa sfilano Galeazzo Ciano e Joachim von Ribbentrop. I due ministri degli Esteri si sono riuniti a Como per definire l’imminente firma del Patto d’Acciaio. Alla parata assiste un bambino che sventola la bandierina italiana e quella
germanica con la svastica. È un Figlio della Lupa, non ha ancora dieci anni.

Sembra un’infanzia serena, la sua in riva al lago: il gelato in piazza, le pasticcerie e il giocattolaio, le figurine dei calciatori, la gita della domenica in battello. Gli scolari cantano inni marciando dietro al maestro in sahariana nera, salutano come gli antichi romani: non fanno così tutti i bambini del mondo? A Como vivono allora Alida Valli, l’attrice dall’anima inquieta, Giuseppe Terragni, il grande architetto razionalista e ammiratore ossequioso del fascismo, Margherita Sarfatti, la ninfa egeria di
Mussolini, poi ripudiata dal suo Dux. Sono solo alcuni dei volti che rivivono fra queste pagine, in cui, con una scrittura intensa e delicata, Corrado Stajano racconta la città e torna a quel fatale 1939, ai giorni in cui l’Italia e il mondo si avvicinano alla tragedia
con giuliva inconsapevolezza: sembra che uomini e donne non sentano la cappa che pesa sulle loro vite.

Ma la guerra lacera ogni illusione. La guerra fa diventare adulti in fretta. Dopo solo sei anni, quel bambino, ora ragazzo, si ritrova frastornato nel groviglio di una Milano distrutta, un magma privo di forma e di colore, simbolo di tante esistenze spezzate, tra macerie, dolore e morte. La storia individuale di Eredità diventa storia collettiva.

Sembrava che la Seconda guerra mondiale sarebbe servita a conservare per sempre la
pace, il bene sommo: era un’utopia. Il mondo è anche oggi sull’orlo di guerre ancora devastanti.

La narrazione di Corrado Stajano aiuta a comprendere, grazie alla forza della memoria, il senso dell’irrinunciabile contemporaneità della Storia.

Corrado Stajano (Cremona, 1930) è un giornalista e scrittore italiano.

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