La solitudine del punto esclamativo – Cosa si nasconde dietro ai segni che usiamo da millenni?

Solitudine punto esclamativo

Ogni lettera, numero e segno tipografico custodisce una storia millenaria, e
La solitudine del punto esclamativo è il racconto dei racconti su un’evoluzione simbolica dei caratteri fino alla loro trasformazione contemporanea.

I segni grafici che utilizziamo ogni giorno hanno origini antiche e misteriose. Ci sono stati tramandati da pitture rupestri, iscrizioni precolombiane e papiri, poi dalle opere di filosofi, matematici e poeti; sono stati immortalati con l’inchiostro di un calamaio o di un torchio, fino alla loro comparsa sulle ingombranti tastiere delle prime telescriventi o dei computer e, oggi, sui touchscreen di tutti gli smartphone.

Lettere, segni di interpunzione, numeri arabi e romani: artefici e custodi dell’umanità, da sempre questi segni testimoniano la nostra storia, raccontano le leggende, fissano le conquiste scientifiche, le conoscenze geografiche e le fatiche letterarie: senza di loro non conserveremmo alcuna memoria e non sarebbe possibile alcuna evoluzione.

Ma come nasce una lettera? Come si è deciso che un punto nel bianco della pagina dovesse rappresentare una pausa lunga? Perché il cancelletto e la chiocciola sono diventati così importanti nelle nostre scritture quotidiane? E quali saranno i simboli del futuro? Impareremo a leggere e scrivere su Internet o ancora nelle scuole?

Immergendosi nelle grandi opere del passato – tra le segrete numerologie della
Divina Commedia, gli oracoli della Sibilla, gli acrostici di Napoleone – e perlustrando le più recenti tecnologie di comunicazione – Facebook, Twitter, le innumerevoli chat –, Massimo Arcangeli ricostruisce e interroga secoli di profonde mutazioni nelle lingue di tutto il mondo.

Con il rigore scientifico della ricerca sapienziale e l’incalzare di una narrazione favolistica, riscopre così negli enigmi, nelle deviazioni e nelle scoperte accidentali dei segni tipografici i segni intellegibili con cui decifrare il nostro passato e provare a immaginare il futuro.

Massimo Arcangeli (1960) è docente di Linguistica italiana presso l’Università di Cagliari.
Consulente scientifico per la Società Dante Alighieri, collabora con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani e con numerose testate giornalistiche e  radiotelevisive.

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