La Bella e la Bestia – Emma Watson doveva recitare in dialetto parmigiano

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Bella, esile e intelligente. Questo il ritratto che è uscito dall’adattamento cinematografico di La Bella e la Bestia fatto da Walt Disney e che ha avuto come protagonista Emma Watson nei panni di Belle. E se invece che in inglese la Watson avesse parlato in dialetto parmigiano?

Non siamo ammattiti in redazione, semplicemente abbiamo scoperto – grazie alla fonte secondo noi attendibile de IlParmense.net – che protagonista di una delle storie d’amore più famose al mondo, scritta nella sua prima versione originale da Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve e successivamente adattata da Walt Disney, è in realtà ambientata in Italia. In particolar modo è Parma la città che ha visto agire i due protagonisti della storia: Pedro Gonzales e Catherine Raffelin.

Scommetto che siete curiosi di conoscere questa strana coppia da vicino, pertanto ecco come sono andate le vicende. Immaginatevi una notte buia e fonda, Parma è avvolta nelle tenebre del 1591 e una carrozza penetra le mura cittadine per raggiungere il Palazzo Ducale. Questo non è un arrivo come tutti gli altri in quanto è stato voluto dallo stesso Ranuccio Farnese. Una volta giunta a destinazione, dalla carrozza scendono una donna dalle fattezze fiabesche e un uomo dal volto coperto che lascia intravedere già la propria menomazione fisica. Al loro seguito vi sono anche dei bambini, alcuni dei quali simili al padre.

La mirabile fanciulla in questione è Catherine Raffelin,  altresì nota per il suo ruolo di damigella d’onore di Caterina de’ Medici. Il marito di questa è un uomo completamente ricoperto di peluria; la sua malattia, all’epoca abbastanza diffusa, si chiama ipertricosi mentre il pover uomo in questione è Pedro Gonzales un cortigiano dai modi raffinati nonostante la propria fattezza possa far pensare ad un rozzo selvaggio, una scimmia o un lupo.

Le cronache raccontano che Catherine fosse svenuta quando lo vide la prima volta. Un matrimonio freak, per certi versi.  Gonzales era originario di Tenerife ed era stato dato in dono a Enrico II che, con lungimiranza lo aveva avviato agli studi e nominato a tutti gli effetti uomo di corte.

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Sarebbe stato un matrimonio tragico se non fosse stato per il fatto che il carattere docile e il grande amore per Catherine ha trasformato l’uomo repellente nel migliore dei mariti.

Ecco allora la Bella e la Bestia raggiungere Parma, dopo quasi cinquant’anni trascorsi alla corte francese e, successivamente, spostarsi presso un altro possedimento dei Farnese, il lago di Bolsena. Due dei figli di Pedro e Catherine ovvero Enrico ed Antonietta Gonzales vennero spediti rispettivamente a Roma il primo e alla marchesa di Soragna, sua consuocera, la quale decise di sottoporre la ragazza, che soffriva di ipertricosi come il padre agli studi del bolognese Ulisse Aldrovandi, uno dei massimi entomologi e naturalisti italiani, che avrebbe dedicata ai Gonzales il primo capitolo della sua Monstrorum Historia.

Mendes Biondo

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