William Rock – Un’intervista piena di spunti sul concetto di viaggio, sul fare arte e sulla vita all’orientale

Yeshe Walmo bronze sculpture by William Rock

La profondità della cultura orientale, la forza del bronzo e, come ho visto nei suoi lavori, la gentilezza di Giacometti. Tutti questi elementi – e molto di più – possono descrivere William Rock, un artista che ha fatto esibizioni a livello internazionale.  Le sue esplorazioni creative hanno preso un’intera vita e sono basate su una vasta conoscenza e rispetto per le diverse culture e tradizioni. Rock ha studiato disegno al California Art Institute e al Parsons School of Design a Los Angeles. Ho avuto il piacere di intervistarlo e questo e ciò che mi ha raccontato relativamente all’arte, alla vita e alla cultura.

William Rock profile photo BW

Tu hai viaggiato molto e la tua arte ha un senso della “vita” dentro di sé. Come viene alla “vita” una tua opera d’arte? Avviene attraverso profondi studi o da specifiche esperienze che hai fatto?

Penso che viaggiare ti apra assolutamente la mente alle possibilità della vita. Ti porta fuori dalla tua zona di sicurezza e ti incoraggia ad essere flessibile e ad accettare altre persone e culture.  Come artista viaggi con una certa curiosità e consapevolezza. Vieni esposto a differenti culture e persone e sotto tutto ciò c’è la realizzazione di una umanità condivisa. Credo che creare arte che “diventa viva” comprenda diversi ingredienti; spontaneità, flessibilità, curiosità, consapevolezza e concentrazione. In più si tratta di padroneggiare il tuo mezzo – pittura, argilla, parole – qualunque cosa tu usi – va praticata fino a che non devi pensare ad altro che la tua arte. Vai oltre al pensiero. Diventa tutt’uno con il “flusso” – questo è quello che dà vita ad un’opera d’arte.

The Leap bronze sculpture by William Rock

Molta della tua ispirazione sembra arrivare dalla cultura asiatica dall’arte orientale. Quali sono gli aspetti che maggiormente senti vicini a te della cultura asiatica od orientale e del loro processo creativo?

Se le esperienze di vita di un artista hanno portato alla saggezza e se lui o lei è capace di uscire dalla direzione del “flusso”, allora ancora di più sembrerà che l’arte sia stata creata da qualcosa di più grande di un individuo. Diventa una realizzazione di qualcosa che non c’è un individuale. Creare arte è qualcosa di più grande ed universale. Questo è il motivo per il quale molti artisti sono attratti dall’Asia o dalle pratiche orientali perché queste esperienze sottili e profonde e territori sono relative ad un sistema di credenze e di pratiche orientali. Gli artisti possono identificarsi con le pratiche orientali della virtù delle loro esperienze creative profonde. Gli artisti e i mistici  hanno esperienze molto simili e le pratiche orientali come la meditazione, supportano l’artista nel viaggio interiore.

His Holiness 33rd Menri Trizin and William Rock with Yeshe Walmo Sculpture

Vedo nei tuoi dipinti che molti dei soggetti sembrano avere un profondo senso di meditazione. Quanto è importante per te l’esperienza trascendente in arte in generale così come nella tua in particolare?

Il mitologo Joseph Campbell disse “gli artisti e i mistici hanno esperienze veramente simili solo che gli artisti hanno un mestiere che li tiene legati al mondo.” All’origine di tutte le grandi religioni del mondo c’è l’esperienza mistica. Come esseri umani queste esperienze sono a disposizione di tutti noi. Come artista sono i territori interiori dell’essere che mi interessano. Non importa il tuo sistema di credenze – perseguile fino in fondo. L’arte è un grande veicolo per esplorare e trascendere. Mi piace il detto induista che dice “la verità è una, i percorsi per raggiungerla sono tanti.” Il mio percorso non è l’unica via e nemmeno la tua – è semplicemente una via – ma entrambi conducono ad una verità. In quell’unica verità vi è il luogo dove troviamo un senso di unità e unicità tra di noi e con il tutto. Davvero è un ritmo molto sottile fare arte da questo spazio.

William Rock and Huang Xiang

Il tuo dipinto dedicato a Vincent Van Gogh è sulla copertina del libro “Resurrection of a Sunflower” ed è stato creato assieme al poeta cinese nominato Premio Nobel  Huang Xiang. Puoi raccontarci qualcosa di più dell’idea che c’è dietro ad esso e alla tua collaborazione con Huang Xiang?

Una buona parte di ciò che facciamo io e Huang Xiang è avere fiducia. Noi lavoriamo con una visione armonia e con buone intenzioni. Quando viene rimosso un senso d’essere separati non ci sono luoghi per il conflitto, c’è soltanto la comprensione.  Noi creiamo da quel luogo interiore che ho menzionato prima. Diversamente dalle centinaia di milioni di persone che hanno sofferto durante la rivoluzione culturale nella Cina Comunista, lui è uno dei pochi che ha parlato di diritti umani. Lui si è sollevato a favore della libertà durante alcuni dei giorni più scuri del ventesimo secolo ed è stato il primo a pubblicare poesia su The Democracy Wall a Beijing. Huang è stato torturato e ha speso dodici anni in una prigione cinese per la sua vocazione per i diritti umani e per aver scritto le sue poesie. Io e Huang Xiang non parliamo lo stesso linguaggio verbale né condividiamo la stessa cultura nonostante abbiamo già creato oltre 100 dipinti assieme. Mi sento veramente creativo lavorando con Huang Xiang perché tutto succede al momento. La natura della calligrafia è la spontaneità. L’arte che facciamo è veramente spontanea.   Van Gogh è stato il primo dipinto che abbiamo fatto assieme perché Van Gogh aveva parlato ad entrambi. Il nostro linguaggio è arte e così valeva per Van Gogh. Lo abbiamo capito. Sento che tutti hanno il potenziale per contribuire all’umanità. Le persone che Huang Xiang ed io abbiamo dipinto hanno manifestato alcuni aspetti del loro potenziale e hanno contribuito all’umanità. Possiamo imparare da loro, ci stanno ancora insegnando qualcosa. Thoreau ha ispirato Gandhi che ha ispirato Martin Luther King. C’è un costante dialogo fuori dal tempo convenzionale. Ancora è veramente sottile e possiamo ascoltarlo quando facciamo qualcosa con saggezza. Leggete le lettere di Van Gogh e garantisco che vi parleranno. Ho speso un sacco di tempo con i dipinti di Van Gogh ad Amsterdam od ovunque io li abbia trovati nel mondo. Loro mi hanno “parlato” ogni volta. Io e Huang Xiang chiamiamo la nostra collaborazione The Century Mountain Project. Potete trovare maggiori informazioni qui: www.centurymountain.com

Van Gogh portrait painted by William Rock and Huang Xiang

Su che tipo di arte stai lavorando in questo momento?

Ho passato gli ultimi anni a creare sculture in bronzo. C’è un senso dell’eterno nel bronzo. In più il modo in cui la luce riflette sulla sua superficie dà al bronzo un senso veramente inerente di movimento e di “vita”.  Mi ci sono voluti tre anni per completare una scultura di Yeshe Walmo che è la dea tibetana della saggezza, della cura e della protezione nel Buddhismo Bon. È di orgini sciamaniche e risale a migliaia di anni fa. Il Buddhismo Bon ha un’iconografia veramente specifica e dettagliata relativamente ai simboli e alle divinità. Il leader mondiale del Buddhismo Bon Tibetano, Sua Santità il 33esimo Menri Trizin ha riconosciuto la mia scultura come autentica. Questa è la prima volta che un artista occidentale è stato onorato in questo modo nella storia del Bon Tibetano. Questa scultura è stata recentemente esposta nel Maridon Museum in America e spero di esporla assieme alle altre mie sculture in tutto il mondo.

Mendes Biondo

Potete scoprire di più su William Rock al link www.williamrockart.com

 

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