Maria Viani e le ombre del ‘68” – Atmosfere cupe nella Genova di fine anni ‘60 descritte da Maria Teresa Valle

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Il 1968 è, a livello internazionale, uno degli anni più turbolenti e oscuri della seconda metà del XX secolo. Già all’inizio dell’anno le avvisaglie non sono delle migliori, la guerra del Vietnam si intensifica e la tensione tra le due superpotenze Stati Uniti e Russia raggiungerà il culmine.

Aprile iniziano i primi segnali di quella che verrà definita la contestazione: a Berlino il leader del movimento studentesco tedesco viene ucciso a colpi di pistola in circostanze rimaste ancora insolute, negli Stati Uniti il pastore evangelico pacifista Martin Luther King, premio Nobel per la pace, viene ucciso da un esaltato; a Vicenza gli operai della nota fabbrica tessile “Marzotto” occupano la ditta che verrà sgombrata solo dopo una lunga battaglia con la polizia. Nel mese di maggio a Parigi scoppiano incidenti nelle università tra studenti e forze dell’ordine: sarà l’inizio della contestazione. A giugno Robert Kennedy, candidato alla presidenza degli Stati Uniti viene ucciso in circostanze mai chiarite. Ma sarà ad agosto che il 1968 raggiunge il culmine della tensione internazionale: il 20 avviene un vero e proprio colpo di stato in Cecoslovacchia, con l’intervento militare sovietico a destituire il presidente Dubcek e l’instaurazione di un regime filosovietico, con oltre duecento morti in due giorni e l’esodo di settantamila persone. L’anno tragico continua ad ottobre quando, a Città del Messico, a dieci giorni dall’apertura dei Giochi Olimpici una contestazione di studenti e attivisti politici venne repressa dal governo militare con oltre quattrocento vittime accertate.

Un anno terribile, quindi, che fa da sfondo al romanzo di Maria Teresa Valle, scrittrice nata a Varazze, cittadina balneare a pochi chilometri da Genova, ma genovese d’adozione da ormai moltissimi anni. “Maria Viani e le ombre del ‘68” è il quinto episodio che vede come protagonista appunto Maria Viani, vera e propria alter-ego dell’autrice, che si muove nel corso della storia dopo “La morte torna a settembre” e “Le tracce del lupo” che vedono la protagonista ai giorni nostri, “La guaritrice” con Maria bambina negli anni ‘50 e “Delitto al liceo Chiabrera” con Maria teenager nei primi anni ‘60 ecco questa volta Maria Viani ventenne, al primo anno della facoltà di medicina all’Università di Genova.

Come detto all’inizio il romanzo è ambientato nell’autunno del 1968, proprio in quell’anno in cui a livello nazionale ed internazionale avvengono eventi tragici e sconvolgimenti che segneranno inevitabilmente la storia. Quello che avviene però non sembra turbare molto Maria, interessata molto di più a conseguire la laurea in medicina che a quanto accade nel mondo.

La sua vita tranquilla però è destinata, involontariamente, a cambiare. Maria è infatti una studentessa fuori sede che per cinque giorni alla settimana vive a Genova, insieme ad una coinquilina, anch’essa studentessa, di nome Elisabetta. Elisabetta è una ragazza come tante altre, solo vagamente interessata al movimento studentesco. Un giorno, però, accade un fatto strano: Elisabetta scompare nel nulla, senza una spiegazione, un biglietto, niente. Diventa irrintracciabile. Maria Viani si comincia a chiedere se quella ragazza era veramente quella che diceva di essere.

I sospetti di Maria aumentano quando riceve la visita di Sergio Cantini, ispettore della Polizia (protagonista anche di altri romanzi della stessa autrice) che diventerà, suo malgrado, amico della protagonista. Le indagini sulla scomparsa di Elisabetta porteranno infatti ad intrecciarsi con le tensioni politiche dell’epoca: ci saranno indagini sugli ambienti anarchici e addirittura una pista che porterà direttamente nella Spagna franchista, con intervento della Guardia Civil. Fino all’epilogo finale.

Maria Teresa Valle in questo romanzo, edito da Fratelli Frilli Editori, ha ricostruito con minuzia la Genova della fine degli anni ‘60 (con alcune pagine spostate poi a Torino), in un momento in cui il “boom economico” stava iniziando a finire e, dopo un decennio esaltante, stavano emergendo i primi problemi ancora oggi presenti nella nostra società.

Fabio Mazzari

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