Lost In Translation – Alexis Rhone Fancher

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Devo ammettere che per me  è un vero e proprio onore poter tradurre le poesie di Alexis Rhone Fancher. Per quelli che potranno leggerle, si renderanno conto di quanta forza, carica sessuale, bellezza e tristezza, ci sono in queste poche poesie. Ho conosciuto Alexis grazie a Catfish McDaris e successivamente abbiamo avuto il piacere di pubblicarla in due dei tre numeri di The Ramingo’s Porch. Inutile proseguire oltre, ecco a voi le sue poesie…

I must admit that for me it is a real honor to be able to translate poems by Alexis Rhone Fancher. For those who can read them, they will realize how much strength, sexual charge, beauty and sadness, there are in these few poems. I met Alexis thanks to Catfish McDaris and then we had the pleasure of publishing her works in two of the three issues of The Ramingo’s Porch. Needless to go further, here you are her poems …

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82 Miles From the Beach, We Order The Lobster At Clear Lake Cafe

The neon flashes “Lobster” and “Fresh!”
The parking lot is crowded. We’ve been driving since dawn.

The lobster must be good here, you say.

The harried, Korean waitress seats us near the kitchen.
She’s somewhere between forty and dead.

I show you the strand of her coarse, black hair
stuck between the pages of my menu.

Undeterred, you order the lobster for two.

I investigate the salad bar.

Yellow grease pools in the dregs of blue cheese dressing;
a small roach skims the edge.

Before the waitress can bring the clam chowder, I kick you under the table.

I’m sorry, I say brightly. We’ve changed our minds.
I’m responsible for the look of defeat on her face.

As I head out, you stop and leave a twenty on the table.

I have never loved you more.

First published in Slipstream, 2017

A 82 miglia dalla spiaggia, abbiamo ordinato un’aragosta al Cafè Clear Lake

I neon lampeggiano “Aragosta” e “Fresca”
Il parcheggio è affollato. Noi stavamo bevendo dall’alba.

L’aragosta dev’essere buona qui, dici.

La cameriera coreana, devastata, ci fa sedere vicino alla cucina.
Lei è da qualche parte tra i quaranta e la morte.

Io ti mostro la ciocca dei suoi capelli neri, ruvidi
Incollata tra le pagine del mio menu.

Imperterrito, tu ordini aragosta per due.

Io investigo il buffet delle insalate.

Vasche di grasso giallo nella feccia della salsa al formaggio blu;
un piccolo scarafaggio sfiora il bordo.

Prima che la cameriera porti la zuppa di molluschi, ti tiro un calcio da sotto il tavolo.

Mi scusi, le dico chiaramente. Abbiamo cambiato idea.
Sono responsabile dello sguardo di sconfitta sulla sua faccia.

Mentre esco, tu ti fermi e lasci un ventino sul tavolo.

Non ti ho mai amato così tanto.

Pubblicato per la prima volta su Slipstream, 2017

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YOUR TARGET

The last man I fucked before my husband is
standing in the shampoo aisle at my local Target when
our carts collide. He’s not surprised to see me.

“I knew I would find you here,” he says in
that French accent I once found irresistible. “After all,
this is your Target.” He pronounces it like it’s some
high-end sex boutique instead of Walmart with
better commercials.

I spent three years in his bed. I brought the pussy.
He supplied the passion and the pot. He had the biggest
cock I’d seen, and if size had been the measure
of a relationship, we’d never have parted.

How do you tell your ex that he opened you up,
made you ripe for the one true love who followed?

The last man I fucked before my husband grabs my hand,
brings it to his lips. “I heard you were married?” he asks,
a flicker of hope in his eyes. I nod; he sighs.

“When I taught you how to love again,” he says. “I thought
you would love me.”

First published in Chiron Review, 2014

IL TUO TARGET

L’ultimo uomo che ho scopato prima di mio marito è
in piedi nel corridoio dello shampoo del Target dove vivo quando
i nostri carrelli si scontrano. Lui non era sorpreso di vedermi.

“Sapevo che ti avrei trovata qui,” dice lui con
quell’accento francese che una volta trovavo irresistibile. “Dopo tutto,
questo è il tuo Target.” Lo pronuncia come se fosse una
sex boutique di alto bordo invece di un Walmart con
pubblicità migliori.

Ho passato tre anni nel suo letto. Io ci ho messo la vagina.
Lui ha fornito la passione e il vitto. Aveva la cappella più grande
che avessi mai visto, e se la dimensione fosse stata la misura
di una relazione, non ci saremmo mai dovuti lasciare.

Come fai a dire al tuo ex che lui ti ha aperta,
ti ha resa matura per il vero amore che è arrivato dopo?

L’ultimo uomo che ho scopato prima di mio marito prende la mia mano,
La porta alle sue labbra. “Ho sentito che ti sei sposata?” chiede lui,
un guizzo di speranza nei suoi occhi. Io annuisco; lui sospira.

“Quando ti ho insegnato come amare di nuovo”, dice lui. “pensavo
avresti amato me.”

Pubblicato per la prima volta su Chiron Review, 2014

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FOR THE SAD WAITRESS AT THE DINER IN BARSTOW

beyond the kitchen’s swinging door,
beyond the order wheel and the pass-through piled
high with bacon, hash browns, biscuits and gravy,

past the radio, tuned to 101.5-FM
All Country – All the Time,
past the truckers overwhelming the counter,
all grab-ass and longing.

in the middle of morning rush you’ll
catch her, in a wilted pink uniform,
coffee pot fused in her grip, staring over
the top of your head

you’ll follow her gaze, out the fly-specked, plate
glass windows, past the parking lot,

watch as she eyes those 16-wheelers barreling
down the highway, their mud guards
adorned with chrome silhouettes of naked women
who look nothing like her.

the cruel sun throws her inertia in her face.
this is what regret looks like.

maybe she’s searching for that hot day in August
when she first walked away from you.

there’s a choking sound
a semi makes, when it pulls off the
highway; that downshift a death rattle
she’s never gotten used to.

maybe she’s looking for a way back.
maybe she’s ready to come home.

(But for now) she’s lost herself
between the register and the door, the endless
business from table to kitchen, she’s

as much leftover as those sunny side eggs,
yolks hardening on your plate.

First Published in The San Pedro River Review, 2016

PER LA CAMERIERA TRISTE DELLA TRATTORIA DI BARSTOW

oltre la porta dondolante della cucina,
oltre la ruota degli ordini e i passavivande accatastati
in alto con bacon, hash browns, biscotti e salsa,

dopo la radio, sintonizzata sui 101.5 in FM
Tutto Country – Tutto il Tempo,
dopo i camionisti che sovrastano il registratore di cassa,
tutti strizza-chiappe e desiderio.

Nel bel mezzo di una corsa mattutina tu la
Troverai, in un’uniforme rosa afflosciata,
la caffettiera fusa con la sua presa, che guarda sopra
la sommità della tua testa

tu seguirai il suo sguardo, fuori dalle finestre impolverate
di vetro piano, oltre il parcheggio,

guarda come tiene d’occhio quegli autotreni che sbandano
giù per l’autostrada, i loro parafanghi
adornati con silhouettes cromate di donne nude
che non le assomigliano per niente.

il sole crudele le getta l’inerzia sulla faccia.
così è come dev’essere il rimpianto.

forse sta cercando quel caldo giorno d’Agosto
quando per la prima volta se n’è andata da te.

c’è un suono strozzato
un’autotreno, quando esce
dall’autostrada; quel rallentamento è un rantolo
a cui non si è mai abituata.

forse sta cercando un modo di ritornare.
forse è pronta per tornare a casa.

(Ma per ora) lei ha perso se stessa
tra il registratore di cassa e la porta, il lavoro
che non finisce mai tra il tavolo e la cucina, lei è

molto più un avanzo di quelle uova al tegamino,
con i tuorli che si induriscono sul tuo piatto.

Pubblicato per la prima volta su The San Pedro River Review, 2016

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Tonight I Will Dream Of Anjelica, My First Ex-Girlfriend, Who Taught Me
The Rules Of The Road…

Anjelica comes on to me like a man, all slim-hipped swagger, relentless, dangling
that red, ‘57 T-Bird at me like dessert. Lemme take you for a ride, chica, she sez
after acting class. I figure what’s the harm, but Ms Angel Food gets out of hand. I
don’t count on her heart-shaped ass, or those brown nipples crammed in my mouth.
I don’t count on the Dial-O Matic four-way, power leather seats, the telescoping
steering wheel, or the frantic pleasure of her face between my thighs. I admit, I’ve
always been driven to sin. But Anjelica’s far from blameless. She rides me hard,
week after week, double clutches me into ecstasy, hipbone against hipbone, the
dulcet, lingering groan of our gears, grinding. When I confess the affair to my
boyfriend he jacks himself off in the galley kitchen, comes all over his unattainable
fantasies. He says he doesn’t consider sex between women to be cheating, and begs
me to set up a threesome. I tell him the T-Bird’s a two-seater, and watch his face fall.
I could end it, but why? All I can say is, I want her for myself. All I can say is, I’m a
die-hard romantic. Anyone I do, I do for love.

First published in The Pittsburgh Poetry Review, 2016

Questa notte sognerò Anjelica, la mia prima ex-fidanzata, che mi ha insegnato le regole della strada…

Anjelica viene verso di me come un uomo, tutta spavalda dai fianchi sottili, implacabile, facendo ancheggiare quella T-Bird rossa del ’57 verso di me come un dolcetto. Te ce faccio fa’ ‘n giro, ciccia, dice lei dopo l’ora di recitazione. Immagino quale sia il danno, ma la signorina Angel Food mi scappa di mano. Non faccio caso al suo culo a forma di cuore, a quei capezzoli mori che mi riempiono la bocca. Non tengo in conto del sedile di pelle, ribaltabile in quattro posizioni e velocità, al volante telescopico, o al piacere frenetico del suo viso tra le mie cosce. Lo ammetto, sono sempre stata trascinata al peccato. Ma Anjelica è lontana dall’innocenza. Lei mi cavalca forte, settimana dopo settimana, mi porta doppiamente all’estasi, bacino contro bacino, il gemito dolce persistente dei nostri ingranaggi che si sfregano. Quando confesso la cosa al mio fidanzato, lui si masturba nella cambusa, va oltre tutte le sue fantasie irraggiungibili. Lui dice che non considera il sesso tra donne come una forma di tradimento, e si chiede se possiamo fare del sesso a tre. Io gli dico che la T-Bird ha due sedili, e guardo la sua faccia cadere. Posso finirla, ma perché? Tutto quello che posso dire è che la voglio per me. Tutto quello che posso dire è che sono una romantica dura a morire. Qualsiasi cosa faccio, la faccio per amore.

Pubblicato per la prima volta su The Pittsburgh Poetry Review, 2016

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La poesia di Alexis Rhone Fancher, “when I turned fourteen, my mother’s sister took me to lunch and said:” è stata selezionata da Edward Hirsch per essere inserita nella Best American Poetry del 2016. Le sue opere sono state pubblicate in magazine di tutto il mondo. Lei è presente in oltre quaranta antologie e pamphlet, sia negli Stati Uniti che all’estero. Le sue fotografie sono state pubblicate a livello internazionale. Alexis è la editor della sezione poesia del Cultural Weekly, dove pubblica anche la rubrica “The Poet’s Eye”, un approfondimento mensile dedicato a Los Angeles. Inoltre è l’autrice di How I Lost My Virginity To Michael Cohen and Other Heart Stab Poems, (Sybaritic Press, 2014). Il suo pamphlet dedicato alla morte di suo figlio Joshua, State of Grace: The Joshua Elegies, è stato pubblicato da KSYO Flash Press nell’Ottobre del 2015. La sua recente raccolta di poesie, Enter Here, è stata pubblicata nella Primavera del 2017 sempre da KYSO Flash Press, mentre il suo pamphlet dedicato al suo primo matrimonio condannato, Junkie Wife, è stato pubblicato nel Marzo del 2018 da Moon Tide Press. A partire dal 2013 Alexis è stata nominata per undici Pushcart Prizes, un Best Short Fiction Award, e quattro Best of the Net Award. Lei e suo marito vivono e collaborano sulle scogliere di San Pedro, in California. Ed hanno una vista spettacolare.

Alexis Rhone Fancher’s poem, “when I turned fourteen, my mother’s sister took me to lunch and said:” was chosen by Edward Hirsch for inclusion in The Best American Poetry of 2016. Her works are been widely published all around the world. She has been published in over forty anthologies and chapbooks, both in the U.S. and abroad. Her photographs have been published worldwide. Alexis is Poetry Editor of Cultural Weekly, where she also publishes “The Poet’s Eye,” a monthly photo essay about Los Angeles. She is the author of How I Lost My Virginity To Michael Cohen and Other Heart Stab Poems,(Sybaritic Press, 2014.) Her chapbook about the death of her son, Joshua, State of Grace: The Joshua Elegies, was published by KYSO Flash Press in October of 2015. Her latest collection, Enter Here, was published in Spring, 2017, from KYSO Flash Press and her erotic chapbook about her doomed first marriage, Junkie Wife, was published in March 2018 by Moon Tide Press. Since 2013 Alexis has been nominated for eleven Pushcart Prizes, one Best Short Fiction award, and four Best of the Net awards. She and her husband live and collaborate on the bluffs of San Pedro, CA. They have a spectacular view.

 

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