Bruschetta “Tutti per uno” all’Olio Nuovo

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Tempo di preparazione: 15 minuti (esclusa eventuale cottura dei fagioli)

Ingredienti

pane toscano o baguette
cavolo nero o spinaci freschi
fagioli cannellini
1 spicchio d’aglio
olio nuovo
sale, pepe

(quantità a piacere)
Preparazione

È dura trovare una ricetta più semplice e al tempo stesso gustosa di questa. Per prima cosa lessare il cavolo nero o gli spinaci: nel primo caso si dovranno sfilare le foglie dal gambo e scottarle per pochi minuti in acqua bollente salata, nel secondo sarà sufficiente porre gli spinaci in una padella di ceramica e cuocerli passivamente per quindici minuti.
Nota: la cottura passiva è un metodo che consente di cuocere le verdure con il minimo dispendio vitaminico, senza contare il risparmio energetico! Per cuocere con tali modalità è sufficiente porre la pietanza in una padella con un filo d’olio e poca acqua, chiudere con un coperchio, attendere l’inizio del bollore e spegnere il fuoco. Il vapore che si sarà creato all’interno della pentola basterà per cuocerne il contenuto nel tempo che si è sempre utilizzato.
Nel mentre arrostire il pane, precedentemente tagliato a fette. Sul pane arrostito strusciare lo spicchio d’aglio (è possibile saltare questo passaggio per salvaguardare i rapporti sociali, ma così ci si priva di gran parte del gusto). Irrorare poi le fette con l’olio nuovo, salare e pepare. Strizzare bene il cavolo o gli spinaci lessati e aggiungerli sul pane. Infine, scolare i fagioli (se acquistati già cotti) e guarnire senza timore che il piatto risulti assemblato “alla buona.”

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Questo piatto mi fa pensare a d’Artagnan, protagonista de I tre moschettieri di Alexandre Dumas e mio personaggio letterario preferito in assoluto. Perché si tratta di un piatto semplice, come ho già detto in apertura, commovente nella sua semplicità. Eppure sa colpire a fondo, vuoi per il gusto intenso del cavolo nero, vuoi per via di quell’aglio, che continuerà a sussurrarti nel sonno per tutta la notte.
D’Artagnan è un giovanotto che ha appena lasciato un padre incredibile e una madre amorevole a invecchiare in una fattoria in Guascogna ed è partito in cerca di fortuna. A lui, capite, di quei rapporti sociali sopra menzionati non è che importi un granché. Ecco perché si permette di spalmare aglio sopra le sue fette. Non secondariamente, è così affascinante che signore e signorine fanno a gara per offrirgli un posto dentro al loro letto. E allora perché preoccuparsi?
D’altro canto, all’inizio della storia il nostro eroe è un poveraccio. Non ha né arte né parte e la sua cavalcatura è perfino più sgangherata di lui. Nella sua stanzetta in affitto dal cornuto Bonacieux lo immagino seduto sulle assi di legno a consumare un piatto come questo. Un piatto che è un omaggio alla cucina povera toscana, l’antica arte di arrangiarsi in cucina tipica dei contadini. I quali, forse, non erano poi così dissimili dai guasconi.