Muffin glassati “Confessioni di Anaïs”

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Ingredienti per sei muffin

150 g farina di farro integrale
50 g farina di riso
un pizzico di sale
10 g cremor tartaro
100 g zucchero di canna integrale
250 ml latte di avena non zuccherato
3 cucchiai di olio di semi
10 piccoli fichi
1 arancia
2 cucchiai di sciroppo di riso

Preparazione

Mescolare le farine, il sale, il cremor tartaro e lo zucchero in una ciotola capiente. Unire la scorza grattugiata dell’arancia. A parte mescolare il latte di avena e l’olio. Pulire i fichi e tagliarli a dadini, avendo cura di lasciarne da parte uno spicchio per la decorazione di ciascun muffin. Unire gli ingredienti liquidi a quelli secchi, aggiungere i fichi e riempire i pirottini col composto così ottenuto, che dev’essere fluido (all’occorrenza unire altro latte). Infornare a 200 gradi per circa 30 minuti. Nel frattempo far bollire in un pentolino, a fiamma bassa, il succo dell’arancia con lo sciroppo di riso, fino all’ottenimento di un composto gelatinoso. Una volta estratti i muffin dal forno, spennellarli con la gelatina all’arancia e lasciarli raffreddare prima di toglierli dalla teglia.

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Anaïs Nin, di padre ispanico-cubano, fu un’autrice francese dai sentimenti elaborati e una vertiginosa profondità d’animo, che trovò la naturale rispondenza nello stile surrealista e nelle tematiche psicoanalitiche. A undici anni, in seguito all’abbandono del padre, si trasferì con la madre e i fratelli a New York. Fu proprio durante il viaggio per mare che cominciò a scrivere il suo diario, un’opera nata come una lettera al padre amato e perduto e destinata a trasformarsi, nel tempo, in una confessione di proporzioni monumentali.

Da quel momento Anaïs non smise mai di scrivere il diario. Se nei suoi romanzi creava l’artista, tra le pagine del diario rivelava la donna. Una donna fragile e coraggiosa, che strinse relazioni appassionate con tutti i principali artisti del suo tempo, in prevalenza uomini, senza tuttavia cedere all’impulso di competere con loro o di mascolinizzarsi.

Negli anni della sua giovinezza tornò nella terra natale, dove conobbe lo scrittore statunitense Henry Miller, destinato ad attrarla con la brutalità del suo stile letterario e di vita e a rivestire un ruolo chiave nella sua esistenza. Ma nel 1939 la guerra la portò a stabilirsi definitivamente in America, un continente ribelle, immaturo e superficiale che né l’artista né la donna sapranno mai accettare del tutto. Per il resto della vita Anaïs rimpiangerà il calore della vecchia Europa e le atmosfere intime e segrete di Parigi.

Questi muffin richiamano le atmosfere calde del vecchio continente tanto amato dall’autrice, dove il gusto delle arance del Mediterraneo si unisce a quello dei fichi per creare un connubio dolcissimo pur senza risultare stucchevole. Hanno un cuore tenero, come quello della donna che troppi artisti prese sotto la sua ala materna, risultandone sfinita. La loro consistenza “appiccicosa” ben si adatta alle intense analisi che Anaïs fa di se stessa e del mondo intorno a sé, impossibili da lasciare andare senza continuare ad avvertirne la presenza e il profumo sulle labbra e sulla pelle.