Pasta “Albion” o l’eccezione che conferma la Norma

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Tempo di preparazione: 20 minuti

Ingredienti per tre persone
(il triangolo, noi l’abbiamo considerato)

280 g penne integrali biologiche
1 cipolla rossa
1 melanzana
concentrato di pomodoro
foglie di basilico fresco
olio extravergine d’oliva
lievito alimentare
sale, pepe

Preparazione

In un padellino dal fondo di ceramica far soffriggere la cipolla tritata in un cucchiaio d’olio (e un pizzico di peperoncino, se piace). Aggiungere la melanzana tagliata a cubetti e lasciarla insaporire. Coprire il tutto con il concentrato di pomodoro, chiudere la padella con un coperchio e lasciar cuocere a fiamma bassa per circa quindici minuti. Nel frattempo cuocere la pasta. A termine cottura, scolare la pasta e trasferirla in padella col sugo. Aggiustare di sale e pepe, aggiungere una spolverata di lievito alimentare e il basilico, in foglia o tritato, e servire.

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Questa versione vegan della pasta alla Norma conserva quasi intatto il sapore dell’originale, pur risultando più fresca, leggera e digeribile. Un fenomeno simile accade con Albion, versione moderna delle gesta degli eroi della Tavola Rotonda, in cui l’autrice Bianca Marconero riporta letteralmente a nuova vita le vicende del ciclo arturiano, proponendoci una storia all’insegna della gioventù e della (quanto meno apparente) leggerezza.

La scelta di abbinarle un primo piatto di origine italiana è uno scontato omaggio al suo protagonista, Marco Cinquedraghi, allievo italiano dell’Albion college, ovvero una scuola singolare che l’autrice ha collocato in Svizzera per la sua posizione centrale in Europa ma anche per via di un obbligato collegamento con la città di Ginevra.

La norma prevede che una buona saga fantasy venga necessariamente da oltremare, ma Albion dimostra che le cose non stanno così. Ci sono buone storie e buoni autori anche su quella parte del continente che non è in se stessa un’isola. E se è vero che certe situazioni e certi personaggi sembrano prendere libera ispirazione da quelli di Harry Potter, è anche vero che su quella storia un’intera generazione di autori ha forgiato il proprio talento e la propria immaginazione. C’è una grossa differenza tra il copiare e il rendere un rispettoso omaggio, nel proprio stile e secondo la propria sensibilità, a chi ci ha in qualche modo preceduto. L’intera storia di Albion attinge a piene mani dalla tradizione fondante la cultura europea, per rinnovarla e proseguirla. In questo senso ogni scelta dell’autrice è squisitamente coerente.

Neppure è poi così scontata la presenza di un triangolo amoroso, giacché in questo caso non c’era alcuna vera scelta: è la leggenda stessa che lo vuole. Leggenda che noi reinterpretiamo come un piatto che ha tutti (o quasi) gli ingredienti di base di una ricetta tradizionale, ma che rivisti in chiave vegan hanno effetti completamente diversi sul metabolismo e l’umore.

Non resta che prendere posto alla Tavola Rotonda, uno qualunque, levare i sacri calici e brindare, rendendo grazie al re. Perché dopo aver mangiato saremo persone migliori.