Torta alla zucca di Miss Pink

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Tempo di preparazione: 2 ore
Tempo di cottura: 30 minuti

Ingredienti

Per la frolla al cioccolato:

180 g farina di farro integrale
100 g farina di mais
2 cucchiai di cacao amaro
1 pizzico di sale
1/2 bustina di cremor tartaro
4 cucchiai di sciroppo di riso
50 ml olio di semi
50 ml acqua tiepida

Per la torta:

1 zucca tipo Hokkaido
200 g farina integrale
100 g amido di mais
150 g zucchero di canna
100 ml olio di semi
150 ml latte d’avena
1 bustina di cremor tartaro
1 cucchiaino di cannella

Preparazione

Cominciare dalla frolla. In una ciotola mescolare bene tutti gli ingredienti secchi con l’aiuto di una frusta. A parte mescolare l’olio con lo sciroppo di riso e l’acqua e versarlo piano al centro del composto, incorporando tutto con la punta delle dita. Lavorare l’impasto per qualche minuto, formare un panetto e riporlo in frigorifero per almeno un’ora. A questo punto si può stendere la frolla su un foglio di carta da forno per poi trasferirla in una teglia con tutta la carta, buchellerarla con una forchetta e metterla da parte in attesa del ripieno.
Lessare la zucca e frullarla. Trsferirla in una ciotola con l’olio, il latte d’avena e la cannella. Aggiungere lo zucchero, la farina, l’amido di mais e il cremor tartaro. Versare l’impasto sulla frolla e livellarlo con l’aiuto di un cucchiaio. Infornare a 200 per 30 minuti circa.
Servire fredda, come la vendetta.

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«Mamma, mammina, qual è il sapore della vita?»
«Che domande. Quello che tu gli dai.»

Difficile pensare a Vera Q. come a una madre amorevole. Non altrettanto difficile pensarla come una Madre. Una di quelle madri un po’ all’antica, se vogliamo, col battipanni pronto nella tasca del grembiule (ma, sotto al grembiule, un paio di tacchi a spillo fetish da fare impallidire Louboutin). Di quelle che, quando le svegli nel cuore della notte perché hai paura del buio o del temporale in arrivo, non fanno nulla per cercare di dissipare i tuoi incubi, ma ti costringono a conviverci. Una Madre davvero all’antica, nel senso che dobbiamo spingerci davvero molto indietro nella Storia per trovare una figura rispondente. Quelle come lei, i popoli di allora le chiamavano Dee e se ne tenevano a distanza. Poi le hanno messe al rogo come Streghe. Oggi quelle stesse Madri vivono tra noi e perlopiù scrivono libri.

Life è la storia di un uomo, un omuncolo, un ometto. Uno di quei cacciatori di streghe che si svegliano nel cuore della notte con l’idea che ingannando la Madre riusciranno a dominare l’ombra intorno a loro. Difficile pensare a quest’uomo se non come a una zucca. Vuota, dura e votata al rifiuto di qualsiasi compromesso. Questa zucca non si trasformerà in carrozza per riportare a casa una bella principessa da sottrarre al maleficio. Questa zucca, è lei stessa il maleficio.

Ma una Madre sa sempre come plasmare la sorte. Se la Vita le porta una zucca, lei trova il modo di farne una torta. Perché una zuppa sarebbe banale. Una gratinatura nel forno sarebbe elementare. Una torta, invece, è proprio che ci vuole. Dolce, morbida, piena di colore. Non è forse questo il sapore che tutti vorremmo ottenere?

«Mamma, mammina, perché la vita ha questo strano odore?»
A volte è più saggio non fare domande.