Elena Bello

11751240_10206911945618825_2137612389_n

Nasce a Milano nel 1991 dove risiede tutt’ora.
Evidenzia fin da piccola una propensione per l’arte dedicandosi, in particolare, alla pittura. Nel giugno 2010 il Cubo Studio di Mantova le ha dedicato una mostra dal titolo Paesaggi Sonori. Da pochi anni si è dedicata alla sperimentazione anche in ambito poetico. Dopo il diploma al Liceo Socio Psico Pedagogico Carlo Tenca di Milano si iscrive all’Università Statale di Milano dove frequenta il corso di Scienze dei Beni Culturali.

———————————————————————————————————————————————–

Galassie in Tazzina

Solubile caffè amaro
in una tazzina d’intesa.
S’inchina il capo
sbrigliando la vista confusa.
S’agita il vortice febbrile
di polveri danzanti.
Silenzio d’un tratto.
Surreale concepito,
evocato, muta:
liquefa il composto
che, mieloso,
trattiene le galassie
dell’universo.

————————————————————————————————————————————————

Concedo agli incubi d’interferire – Sedia Elettrica

Non mi è permesso alzarmi.
Tentativo strozzato d’un respiro.
Non riesco? Non oso.

Verdetto di morte
Senso di nausea e orrore.
Ogni fibra del corpo è percossa
Da scosse di vertigine.
Tocco
lignea presenza.
Sottile e flebile l’espirazione.
Bloccata è l’aria mia
da un ostacolo vicino.
Acre sapor di fumo.
Mi sforzo di vedere.
Non c’è nulla da vedere
Spettri di Nero buio.
Spesse cinghie di cuoio
Premono sugli arti.
Agonia del dubbio, pazza immobilità
Odo
Solo il mio rintocco.
Comprendo che un gesto potrebbe
Accendere
Fiammelle fatali che
Spegneranno
I miei sensi.

Lentamente inspiro
Caldo odor di pelle.

———————————————————————————————————————————————

La Fascinazione ( Saartjie Baartman)

Ho seguito la promessa
Di una vela per l’Inghilterra
Orfana di Madre, Orfana di Figli.

Hanno cambiato il mio nome.
Ero nata Libera
Ora proprietà
di un addestratore di bestie.

Datemi da bere.

Per due scellini corri da me
e spingi per vedere
la Venere Nera.
Obbedisco in catene, al mio dittatore
Cammino con le ginocchia
Nuda,
Gambe aperte
davanti a un tendone porpora.
L’uomo bianco, si stupisce,
brama e gode.

Non ho niente!
Mi derubano
Della prigione carnosa.

A Parigi, i dottori.
Chi si sporge,
Chi mi pungola
Chi mi misura.
Misura dannata

Non cadrà dai miei capelli
la vostra penna.
Eppure
Ho due braccia,
due gambe,
una testa.

I luminari affettano il mio declino,
Arrestano la mia femminilità
in vasetti.
Tagli profondi, Professore.
Educa, lei?

Guardate!
Le mie ossa
sono Bianche.

——————————————————————————————————————————————–

Pausa

Sdraiata, divento Terra.
Sono erba
La guancia scaldata dal Sole
La chioma, fili sottili,
mossi dal Vento.
Le fronde cantano intanto
La mente contempla lo Spazio
Sulla mano una formica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...