Valerio Orlandini

Valerio_Orlandini

Nasce a Firenze nel 1986. Si interessa di poesia, prima come lettore poi come autore, fin da giovanissimo. Da diverso tempo si occupa anche di musica e fotografia, spesso unendo queste passioni in reading e concerti.
Ha pubblicato recentemente “Separazione dei Gemelli”, un opuscolo con una selezione delle sue ultime poesie, e “Rotten Venus”, un poemetto surreale dalle tinte industriali. Ha presentato queste opere in una serie di reading sonorizzati e attualmente si sta dedicando alla stesura di nuove composizioni.

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Fosco un viale alle sette della sera
dove una foglia arrossata volteggia
e cade contro il muro sordido e crepato
della via che si allunga solitaria.

Un palpito sottile, nel silenzio,
solo accennato, un frastuono, rimbomba
come una schiera di mille api. Abbatte
la memoria. E dissolvesi nel buio.

Solo, io, nel silenzio, resto immobile.

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Utero retroverso della storia,
dalle ceneri di Palau alle introflessioni
della crosta è sempre il fuoco
ad accompagnare la trenodia della luce.

Come bonaccia oleosa il fondo
della roccia ti fa da fasciatoio,
letto nuziale e cassa da morto,
miele nero da boschi di mangrovie.

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Se ti avessi conosciuto prima,
volto ritratto tra porti in rovina
e inspiegabili luci senza fame,
non ci sarebbero queste parole
senza risentimento né silenzio.

Non ci sarebbero neanche brecce
che di metafora non hanno niente,
e uncini incagliati, e biglietti
lasciati tra i risvolti dello ieri.

E guardare all’asfalto che oggi sta
sciogliendosi tra l’afa di persone
che sanno il nodo che nascondo. Ridono,
con la mestizia di chi sa qual è
la mimesi retriva per slacciarlo.

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Canicola senza aria crepe in muri
franti residui terrosi. La coclea
di orecchie scagliate nei burroni
risuona come tromba infernale.

Se solo
la soglia di usci
a una sola direzione
non fossero
lasciati alle carline
che senza cura
proliferano oltre la linea.

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Segno di un graffio
sul muro. Oratorio
decostruito
tra floride morti.

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