M.14

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La vita del cimitero (di Parigi)

Dove sono finite le donne i bambini e gli uomini
Che il Mondo di ieri lo abitavano e vivevano?
Passano così veloci le passioni
Quelle speranze che tanto avvolgevano?

Davvero una tomba può contenere tanto
Quanto un tempo era la vita?

Passeggiano i morti lungo i viali
Sui selciati e tra i mausolei
E’ tutta lì la loro Parigi
Fuori è solo un ricordo
Ma se un vivo trova ispirazione
E’ certo Parigi ad accoglierlo
Lo fa suo nelle periferie
E lo svende tra i mercati.
Lo riconosci dal cappello, in mano.

Se i poeti sappiamo ritrovarli
E lo stesso per pittori e artisti vari
Dove sono gli spazi di poesia
Dove posso trovare l’arte nell’intento di pensare?

Bhè! Tra festival, forum e fiere dedicate
Preferisco di gran lunga il cimitero
Dove tutti: vivi, morti e nullafacenti
Sono intenti a trarre ispirazione.

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Parigi

Si accendono le luci della metro,
tra andata e ritorno.
Gerarde fa piccolo il suo letto
Lo porta dentro,
lo riapre.
Un tempo gli volavano i capelli nel vento delle corse,
Ora capelli non ne ha
e aspetta di volare lui nel vento,
sui binari.
Si fa coraggio e parte.
E’ sua la prossima corsa.
Sua la prossima fermata.

A notte fonda si spengono le luci.
Gli ultimi pendolari sono a casa.
Gerarde non fa piccolo il suo letto,
non lo riapre sotto i portici.
Un netturbino fa piccolo il suo letto
Il fuoco fa piccolo Gerarde
e le ceneri volano tra gli antichi mausolei
al cimitero di Montmartre.