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Senza un significato certo,
l’uomo smarrisce il proprio destino.
L’ “uomo” è il marchio con il quale
il mondo si sovraccarica del niente.
La malinconia dei versi sciolti,
da me rapiti e imprigionati, si
estende nel dramma della vita:
un colore viene punito, poiché tale.

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Un tramonto, di un sapore rossastro,
dona la tranquillità.
Il tepore, Irradia le nuvole che,
con lenta dolcezza, cambiano colore:
una nota, si lascia trasportare,
serena, per le colline.
Lo sguardo, è intenso, espande il vermiglio,
creando connessioni di spazi incongiungibili.
Qualche stella, traspare, timida.
Un soffio leggero, porta gli elementi,
riscaldandosi con gli ultimi affanni del giorno.
I raggi, iniziano a ritrarsi,
lasciando spazio alle tenebre:
il fugace, intenso arancione,
cede al cosmo un passo,
portando un cosmonauta a risvegliarsi.